Bellezza senza crudeltà


La questione dei test sugli animali per quanto concerne i cosmetici e i prodotti per l’igiene della casa è piuttosto complessa:

TUTTE le NUOVE sostanze chimiche, INDIPENDENTEMENTE dall'uso che ne verrà fatto, sono sottoposte a test su animali come l'LD50 e, in funzione del loro futuro uso, vengono in seguito sottoposte ad ULTERIORI test specifici (vedi glossario).
La stragrande maggioranza dei prodotti finiti NON è testato su animali perché non è obbligatorio per legge e poche ditte vogliono buttare via soldi in prove che sanno benissimo essere prive di rilevanza scientifica. Eccezioni sono alcuni prodotti di alcune grosse multinazionali che dichiarano di testare anche i prodotti finiti per garantire una maggiore sicurezza ai consumatori, mentre in realtà lo fanno solo per avere ulteriori dati di tossicità dei loro prodotti, da utilizzare a loro difesa in eventuali processi intentati da consumatori che ritenessero di essere stati danneggiati da tali prodotti.
Nel 1976 è stata definita la Positive List, la lista di sostanze fino a quel momento considerate sicure. Tutti i nuovi ingredienti introdotti dopo il 1976 che entrano nella composizione dei cosmetici, devono essere testati su animali per legge, e quindi le ditte produttrici sono costrette a compiere o a commissionare a terzi questi test. Alcuni esperimenti come il famigerato Draize test o gli esperimenti di fototossicità sono specifici per i cosmetici; altri (come l'LD50) sono usati invece per tutte le sostanze chimiche a prescindere dal loro uso.
Purtroppo anche quasi tutti gli ingredienti introdotti prima del 1976 sono stati testati su animali, nonostante ciò chi vuole acquistare in modo responsabile dovrebbe preferire i prodotti più vecchi a quelli più nuovi che possono contenere sostanze la cui introduzione sul mercato ha ulteriormente incrementato il numero di animali usati nella vivisezione.


Test e cosmetici: l’UE avanza, ma lentamente

 
Dopo 16 anni di attesa, l'11 marzo 2009 è entrato in vigore il secondo stop europeo in materia di test cosmetici su animali, dopo il primo che nel 2004 ha vietato di testare prodotti cosmetici finiti su animali.

Era il lontano 1993, quando la Direttiva 93/35/CEE sul divieto di utilizzo di animali per i test specifici per i prodotti cosmetici veniva proposta, ma la sua applicazione è sempre slittata di anno in anno: ogni volta che doveva entrare in vigore veniva posticipata di 2 anni; questo fino al 2003, anno in cui venne fatta slittare addirittura di 6 anni. È quindi con sorpresa che abbiamo appreso dell’effettiva entrata in vigore del divieto, anche se parziale perché di fatto la sperimentazione su animali è ammessa ancora per 3 tipi di test fortemente invasivi.
Il divieto totale entrerà in vigore nel 2013, salvo ulteriori slittamenti. Qui di seguito spieghiamo cosa prevede in dettaglio la Direttiva, ma attenzione: l'entrata in vigore di questa direttiva non significa che da adesso in avanti si può comprare qualsiasi marca di prodotto per l'igiene personale o make-up con la certezza che nessun test specifico per i cosmetici sia stato fatto su animali. Per adesso bisogna continuare a far riferimento alle marche che già da tempo aderiscono volontariamente allo Standard cruelty-free, per due motivi: primo, perché come detto sopra questa direttiva è solo parziale; secondo, perché prima che ciascuno stato europeo la recepisca, ed entri realmente in vigore, dovranno passare ancora altri anni.

Cosa prevede la Direttiva


Il settimo emendamento della Direttiva Cosmetici, approvato nel 2003, prevede:

Fase 1: entrata in vigore l'11 settembre 2004
a) Divieto di test su animali per il prodotto finito per tutti i prodotti realizzati all'interno dell'UE.
b) Divieto di vendita di cosmetici il cui prodotto finito e i cui ingredienti siano stati testati su animali al di fuori dell'UE nei casi in cui esistono metodi senza animali approvati nell'UE.

Fase 2: entrata in vigore l'11 marzo 2009

a) Divieto di test su animali per gli ingredienti realizzati all'interno dell'UE.
b) Divieto di vendita di cosmetici il cui prodotto finito e i cui ingredienti siano stati testati su animali al di fuori dell'UE, per qualsiasi tipo di test tranne quelli riguardanti 3 specifiche aree (tossicità riproduttiva, tossicità a dosi ripetute, tossicocinetica).

Fase 3: il divieto di test su animali viene esteso anche alle tre aree sopra citate.
Quindi solo nel 2013 entrerà in vigore (salvo slittamenti) il divieto a livello europeo di ogni genere di test.

Quanti e quali animali sono attualmente usati in Europa
Dai dati del 2005, risulta che in Europa oltre 5.500 animali vengono usati ogni anno per i test cosmetici. Le specie più usate sono cavie, ratti, topi, conigli. I tipi di test fatti sugli animali sono quelli di irritazione e sensibilità della pelle, irritazione degli occhi, tossicità acuta, cronica, mutagenicità e sviluppo fetale. I Paesi in cui viene eseguita la maggior parte di questi test sono la Francia e la Spagna. In Svizzera, secondo le statistiche fornite dall’Ufficio federale di veterinaria, nessun animale viene invece utilizzato a tale scopo; ciò non toglie però che singole sostanze (testate) utilizzate per la produzione di cosmetici svizzeri vengano importate o che si commissionino direttamente test all’estero. Ora questi test non potranno più avvenire (tranne per le tre aree sopra citate) e le industrie europee che ancora li effettuano dovranno sostituirli con metodi scientifici senza animali. Esistono già oggi sul mercato 8.000 ingredienti tra cui scegliere: non c'è quindi alcun bisogno di nuovi ingredienti, che implicano nuovi test su animali, si possono benissimo usare gli 8.000 già disponibili. Oltre a vietare i test, la Direttiva vieta anche la vendita di prodotti che hanno ingredienti testati su animali dopo il marzo 2009. Questo impedirà la vendita di cosmetici prodotti e testati fuori dall'UE, spesso prodotti da aziende europee che effettuano la produzione fuori dell'UE. Finora questi test si potevano fare, se il produttore dichiarava che nessun metodo senza animali era disponibile. Ora non più, tranne per le 3 specifiche aree sopra citate. Un ulteriore passo in avanti è stato fatto, anche se con 16 anni di ritardo. È importante però tener conto che prima che questo entri davvero in vigore serviranno anni, e bisognerà poi vedere quali controlli verranno fatti per verificare che esso sia rispettato. Nel 2013 si farà l'ultimo passo, che verrà pienamente applicato solo dopo altri anni. La strada è ancora lunga, prima di eliminare la vivisezione anche solo in questo piccolo settore. Per il momento, dunque, esiste un unico modo per evitare di comprare prodotti che incrementano la sperimentazione su animali nel settore dei cosmetici: far riferimento alla lista di marche che aderiscono allo Standard cruelty-free (www.gocrueltyfree.org).


Per ulteriori informazioni: www.eceae.org/index.php

Glossario:


LD50: test di tossicità di una sostanza chimica che consiste nel somministrare la sostanza in dosi crescenti a gruppi di animali fino a stabilire la quantità sufficiente per uccidere la metà degli animali a cui è stata somministrata.

Draize Test oculare: metodo di valutazione della capacità di una sostanza di irritare i tessuti dell'occhio umano, consistente nell'instillare la sostanza negli occhi dei conigli albini per poi esaminare a distanza di vari giorni i danni che essa provoca ai tessuti dell'occhio.

Draize Test cutaneo
: metodo di valutazione della capacità di una sostanza di irritare la cute umana, consistente nell'applicare la sostanza in esame sulla pelle depilata ed abrasa di animali (in genere conigli o cavie) per poi valutare a distanza di tempo l'irritazione provocata.

Test di fototossicità
: test finalizzato a valutare la reazione all'esposizione alla luce visibile o UVA della cute degli animali quando ad essa è applicato il cosmetico in esame. In genere vengono utilizzati conigli, cavie, ratti o topi.

Test di cancerogenicità
: test finalizzato a stabilire se una sostanza è o meno cancerogena. Generalmente vengono usati roditori ai quali viene fatta ingerire o inalare la sostanza per un periodo anche di diversi anni. In seguito gli animali vengono uccisi e sottoposti ad autopsia per stabilire la presenza di eventuali tumori nei loro tessuti.